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Bruxelles 2011 (2) – Un dipinto di Vantongerloo

4 novembre 2011

Una delle nostre tappe obbligate è stata la visita ai musei delle Belle Arti: Arte Antica e Arte Moderna. Un’ubriacatura di bellezza! E, a parte tutto, basta fare solo un nome: Magritte! Dopo un po’ di milioni di quadri, ho avuto uno stordimento ed ho iniziato ad analizzare questo dipinto, olio su legno, di Vantongerloo, pittore e scultore belga, dal titolo “Relation-variation. Droites – courbes”. Analizzare, o forse vaneggiare, una delle due.

Per meglio comprendere l’opera è bene aggiungere un minimo di nomenclatura. Riconosciamo 5 elementi complessivi: tre verticali, dove in particolare la linea rossa sulla destra è spezzata due volte, e due orizzontali, dove in particolare il complesso di quattro linee grigie è curvo.

Immaginiamo l’artista che, ad un certo punto della sua carriera, si sarà seduto ed avrà pensato a questo arrangiamento. Una volta scelta la posizione dei 5 elementi, avrà concentrato la sua ispirazione sul numero di linee: ogni elemento avrebbe potuto contenere una, due, tre o quattro linee, ma ha poi scelto di disegnarne sempre solo una, tranne in una occasione. Tale scelta non si applica alla linea verticale sulla destra, che rappresenta il legame, la “relation”, diritto ma unico, tra due pensieri, simboleggiati dai complessi lineari verticali.

Una seconda importante scelta riguarda la mobilità delle linee, la loro natura lineare o curva. A questo riguardo, i due complessi lineari orizzontali dovevano avere diversa forma, scegliendo tra orizzontale retto, curvo verso il basso e curvo verso l’alto. In questo caso, Vantongerloo ha optato per una linea dritta in alto, e per linee grigie curve in basso, come a dire che il passare del tempo insiste sulla convessa esistenza dell’uomo.

L’artista avrà anche ragionato sull’intreccio delle linee: ogni incrocio può mostrare solo una delle due linee mentre l’altra resta spezzata, a creare un’illusione di tridimensionalità. Nello specifico, il dipinto nella sua versione definitiva mostra esattamente 5 incroci, e in tutti e 5 i complessi lineari orizzontali prevaricano sulla linea verticale rossa.

In ultimo, resta la decisione cromatica: tre soli colori, rosso, nero e grigio, certo, ma non possono essere messi vicini. Così, i due complessi lineari verticali devono avere due colori diversi e diversi dalla linea verticale destra. Inoltre il complesso lineare verticale centrale non può avere lo stesso colore dei due laterali.

Quante possibili opere diverse poteva disegnare Vantangerloo? In caso di estrema pigrizia, calcolare la radice quadrata del numero.

Bruxelles 2011 (2) – Un dipinto di Vantongerloo


Siano a, b, c, d, e 5 zone di un quadro, nelle quali disegniamo delle linee parallele. Le linee nelle zone a, b, c sono verticali. Le linee nelle zone d, e sono orizzontali, ed incrociano la linea in c. Quante composizioni di linee si possono creare se: in c c’è una sola linea verticale; in a, b, d, e possiamo disegnare 1, 2, 3, 4 linee; le regioni d, e hanno forma diversa, con linee dritte, curve verso l’alto o curve verso il basso; ogni incrocio tra una linea di d, e e la linea c può spezzare o la linea orizzontale o quella verticale; b deve avere un colore diverso da a, c, e d, e devono avere colori diversi tra loro e diversi da c.

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