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Chiara Jones e l’Idolo d’oro

2 ottobre 2012

L’opprimente umidità della giungla costrinse Chiara Jones ad una pausa ristoratrice. Per sedersi scelse un sasso all’apparenza comodo e con un ultimo sprazzo di energia calciò via il ragno tigre che occupava il posto, scaraventandolo direttamente nel vicino ruscello maledetto dei piranha.

La sua mappa era insolitamente robusta, perché stampata su una scatola di cereali per prima colazione. Peccato averla buttata via per sbaglio nel cassonetto della carta, ma quando le sarebbe ricapitato il prossimo, qui nella giungla? I bidoni dell’organico erano piuttosto comuni, ma lei detestava il pressapochismo nello smaltimento dei rifiuti.

L’avventuriera dei misteri archeologici aveva ancora il fiatone derivante dalla corsa per sfuggire alla Grande Tigre maledetta, e per i grandi balzi tra ramo e ramo, aggrappata alle liane e usando la sua fedele frusta, che le avevano permesso di raggiungere l’altra sponda del Rio Maledetto dei coccodrilli. I coccodrilli erano a loro volta maledetti.

Sul grande masso trascorse ore intere a cercare di individuare la posizione esatta del Tempio dell’Oro. Esaminò la posizione dei muschi e il colore delle formiche. Ascoltò il canto delle are e le urla delle scimmie. Nel cielo, il sole stava rapidamente giungendo all’unico allineamento dei passati 6000 anni che avrebbe permesso, secondo la profezia, di estrarre il Sacro Idolo d’Oro incastrato sul mastodontico plinto al centro del labirinto. E Chiara Jones, l’archeologa delle misteriose avventure, non aveva ancora trovato il tempio!

Mentre sedeva assorta in cotali pensieri, d’improvviso un raggio di luce l’abbagliò di sbieco. Era il riflesso dell’Idolo visibile dalla sommità del tempio. In pochi minuti, facendosi strada a colpi di machete, raggiunse uno dei dodici Portali Inferiori, interamente scolpiti nella giada, ognuno provvisto di leva di apertura e, pertanto, senza serratura per sbirciarci dentro.

Anni prima, intanto che vagava a caccia di affari in un mercatino d’antiquariato dall’altra parte del mondo, entrò in possesso di un vetusto volume, un trattato di botanica del Centro America risalente all’epoca dei Conquistadores ma che, ad un attento studio, si rivelò da principio discostante dalle conoscenze dei primi invasori spagnoli, così come incoerente con le ricerche e le esplorazioni effettuate dagli occidentali nei secoli successivi. Si trattava, con ogni probabilità, di un falso. In seguito, ad un secondo e ancora più attento studio, nel quale per intenderci Chiara Jones non si limitò a sfogliare il libro e a guardare le figure, capì che la lingua in cui era scritto le era completamente inintelligibile.

Lo stava per buttare quando si accorse di un documento cucito all’interno della copertina posteriore, questa volta scritto in una lingua a lei nota. Leggendolo, apprese della Profezia e della Maledizione, dell’Idolo e del Tempio, e dei mortali meccanismi nascosti dietro i Portali sbagliati, cioè tutti. A parte tre, che permettevano di accedere ai tre Livelli concentrici.

Per scoprire il primo portale non mortale avrebbe dovuto risolvere un difficilissimo problema matematico. Fortunatamente si aggrappò, inciampando, alla leva giusta e poté passare subito al primo Livello, quello con i quarantacinque Portali di Rubino.

Scegliere il prossimo portale giusto sarebbe stato disagevole, comportando la decifrazione di una storia narrata in un sistema di pittogrammi davvero orrendi. Ma, si sa, la fortuna aiuta i fortunati e Chiara Jones, con appena qualche graffio e bruciacchiatura in più, si trovò al cospetto dei Portali Superiori, vicinissima all’Idolo.

Con uno sbadiglio, ed ignorando ancora le istruzioni, scelse a caso la porta giusta. Che noia, questi templi sono tutti uguali! Proprio la settimana prima ne aveva depredato uno, in Australia, praticamente identico. Anche questo aveva tre livelli. E anche se lì ciascun livello aveva sempre trenta portoni, la probabilità di raggiungere incolumi il centro del labirinto scegliendo a caso era uguale.

Quanti erano i Portoni Superiori?

Riuscirà la nostra eroina a recuperare l’Idolo e riportarlo a casa sana e salva? Lo scoprirete nella prossima puntata.

Chiara Jones e l’Idolo d’oro


Tre dadi hanno 12, 45 ed n facce. La probabilità di ottenere tre volte uno lanciandoli contemporaneamente è la stessa di ottenere tre volte uno lanciando ripetutamente un dado a 30 facce. Quanto vale n?

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